L’importante è la domanda – III

8. Qual’è la natura della mente?
Ciò che è chiamato “mente” è un meraviglioso potere che risiede nel Sé. Essa provoca l’apparire di tutti i pensieri. Eliminati i pensieri scompare anche la mente. Quindi il pensiero è la natura della mente. Eliminati i pensieri non c’è un’entità separata chiamata mondo. Nel sonno profondo non ci sono pensieri, e non c’è mondo. Nello stato di sogno ci sono pensieri e c’è anche un mondo. Proprio come un ragno emette il filo (della ragnatela) fuori di sé e poi lo ritira in sé, così la mente proietta il mondo fuori di sé e poi lo riporta in sé. Quando la mente esce dal Sè il mondo appare. Quindi, finché il mondo appare (essere reale), il Sè non appare, e quando il Sé appare (rifulge), il mondo scompare. Quando una persona si interroga costantemente sulla natura della mente, la mente se ne va, lasciando il Sé. Ciò che viene chiamato “Sé” è l’Atman. La mente esiste sempre solamente in quanto legata a qualcosa di materiale; Non può esistere da sola. Questa mente viene chiamata “corpo sottile”, o anima (jiva).
9. Qual’è la strada da seguire per comprendere la natura della mente?
Ciò che appare quale “io” in questo corpo è la mente. Se qualcuno si chiedesse dove, nel corpo, risieda il senso dell’ “io”, scoprirebbe che esso risiede nel cuore. Questo è il posto nel quale ha origine la mente. Anche se uno pensa costantemente “io”, “io”, egli viene condotto in quel posto. Di tutti i pensieri che appaiono nella mente, quello dell’”io” è il primo. E’ solo successivamente a questo pensiero che tutti gli altri si manifestano. E’ dopo che è apparso il primo pronome personale che possono apparire il secondo ed il terzo; senza il primo pronome personale non ci sarebbero né il secondo né il terzo.
10. Come si può placare la mente?
Chiedendosi: “Chi sono io?”. Il chiedersi “Chi sono io” distrugge tutti gli altri pensieri, e come il bastoncino usato per accendere la pira, esso stesso alla fine scomparirà. In quel momento si avrà l’Autorealizzazione.

Ciao! & giusto.
Soul Living
domande,risposte…vite spese a trovare un senso al di là del percepito,che non accettiamo…che sentiamo essere troppo poco perchè,paradossalmente,percepiamo altro…un senso in più che forse,nella nostra (forse inutile) ricerca,non ha senso di esistere…
Se fosse cosa quotidiana o perenne trovare la struttura e danzarla, vivere una nonseparazione lucida tra interno ed esterno, sarebbe libertà. Esiste una parola o non ne esiste nessuna? Come si insegna la flessibilità delle vertebre, per entrare ed uscire dai concetti alla velocità della luce? Come si fabbrica la luce di cui siamo fabbricati se non essendola?
Il suono del mondo è l’antimateria…