Non credo sia coraggio profetico quello di Tremonti, piuttosto stanno iniziando a prepararci all’idea. L’uomo ha la tendenza di entrare in automatico dopo solo 10 giorni e in 40 integra nella sua visione di realtà tutte quegli elementi di diversificazioni che sorgono nuovi nel suo contesto.
Ma c’è ancora tempo per il risveglio: conosci te stesso! Auto-osservazione consapevole, rimozione delle emozioni negative (che sono tutti le emozioni che proviamo non solo quelle cattive), creazione di una rete significativa di persone alla ricerca: questi i tre punti su cui mi concentrerò da questo momento in poi.
Lo show abbia inizio!
•Marzo 7, 2008 • 1 CommentoNaturali distrazioni
•Marzo 2, 2008 • Lascia un Commento
Molte persone in giacca e cravatta siedono ad un lungo tavolo in una sala riunioni. A capotavola siede il capo che aprendo un fascicolo, così esordisce :
- “ Punto sei dell’ordine del giorno : il significato della vita. Henry tu avevi delle idee in proposito vero ? “
Il sottoposto si alza ed apre il suo fascicolo.
- “ Esatto, un gruppo di studio ci ha lavorato su nelle ultime settimane, e le conclusioni possono essere riassunte in due concetti fondamentali :
uno, gli uomini non portano abbastanza cappelli
due, la materia è energia. Nell’universo esistono molti campi energetici che non riusciamo normalmente a recepire. Alcune energie hanno una fonte spirituale che agisce sull’anima dell’individuo. Tuttavia tale anima non esiste “ab initio”, come insegna il cristianesimo ortodosso, deve essere portata in essere con un processo di auto-osservazione controllata. Tuttavia ciò avviene raramente, data la singolare abilità dell’uomo nel farsi distrarre dalle questioni spirituali, dalle trivialità quotidiane “ .
L’assemblea resta in silenzio per qualche secondo, poi il capo prende la parola.
- “Che cos’era quella storia dei cappelli ?”
L’importante è la domanda – III
•Novembre 5, 2007 • 3 Commenti 
8. Qual’è la natura della mente?
Ciò che è chiamato “mente” è un meraviglioso potere che risiede nel Sé. Essa provoca l’apparire di tutti i pensieri. Eliminati i pensieri scompare anche la mente. Quindi il pensiero è la natura della mente. Eliminati i pensieri non c’è un’entità separata chiamata mondo. Nel sonno profondo non ci sono pensieri, e non c’è mondo. Nello stato di sogno ci sono pensieri e c’è anche un mondo. Proprio come un ragno emette il filo (della ragnatela) fuori di sé e poi lo ritira in sé, così la mente proietta il mondo fuori di sé e poi lo riporta in sé. Quando la mente esce dal Sè il mondo appare. Quindi, finché il mondo appare (essere reale), il Sè non appare, e quando il Sé appare (rifulge), il mondo scompare. Quando una persona si interroga costantemente sulla natura della mente, la mente se ne va, lasciando il Sé. Ciò che viene chiamato “Sé” è l’Atman. La mente esiste sempre solamente in quanto legata a qualcosa di materiale; Non può esistere da sola. Questa mente viene chiamata “corpo sottile”, o anima (jiva).
9. Qual’è la strada da seguire per comprendere la natura della mente?
Ciò che appare quale “io” in questo corpo è la mente. Se qualcuno si chiedesse dove, nel corpo, risieda il senso dell’ “io”, scoprirebbe che esso risiede nel cuore. Questo è il posto nel quale ha origine la mente. Anche se uno pensa costantemente “io”, “io”, egli viene condotto in quel posto. Di tutti i pensieri che appaiono nella mente, quello dell’”io” è il primo. E’ solo successivamente a questo pensiero che tutti gli altri si manifestano. E’ dopo che è apparso il primo pronome personale che possono apparire il secondo ed il terzo; senza il primo pronome personale non ci sarebbero né il secondo né il terzo.
10. Come si può placare la mente?
Chiedendosi: “Chi sono io?”. Il chiedersi “Chi sono io” distrugge tutti gli altri pensieri, e come il bastoncino usato per accendere la pira, esso stesso alla fine scomparirà. In quel momento si avrà l’Autorealizzazione.
L’importante è la domanda – II
•Ottobre 31, 2007 • Lascia un Commento
2. Se io non sono nessuno di questi, chi sono?
Dopo aver negato tutte queste cose come “né questo”, “né quello”, rimane solo la Consapevolezza – quella io sono.
3. Qual’è la natura della Coscienza?
La natura della Coscienza è esistenza-coscienza-beatitudine.
4. Quando raggiungeremo la realizzazione del Sé?
Quando il mondo, che è l’oggetto del percepire, sarà rimosso, ci sarà la realizzazione del Sé, che è il percipiente.
5. Non ci sarà realizzazione del Sé finché ci sarà il mondo (percepito come reale)?
Non ci sarà.
6. Perché?
Il percipiente e l’oggetto percepito sono come la corda ed il serpente. Come non si riconosce la corda, che è il substrato, fin quando non scompare l’illusoria percezione del serpente, così la realizzazione del Sé, che è il substrato, non sarà raggiunta finchè non si rimuoverà la convinzione della realtà del mondo.
7. Quando sarà rimosso il mondo, che è l’oggetto percepito?
Quando la mente, che è la causa di tutte le nozioni e di tutte le azioni, sarà placata, il mondo scomparirà.
L’importante è la domanda – I
•Ottobre 29, 2007 • 2 Commenti
1. Chi sono Io ?
Io non sono il corpo materiale, che è composto dai sette umori (dhatus);
Io non sono i cinque organi di senso, ossia il senso dell’ascolto, del gusto, dell’olfatto, del tatto e della vista, che comprendono i loro relativi oggetti, il suono, il sapore, l’odore, il tatto ed il vedere;
Io non sono i cinque organi conoscitivi, ossia gli organi del parlare, del movimento, del tocco, di escrezione e di procreazione, che hanno come loro rispettive funzioni il parlare, il muoversi, il toccare, il secernere ed il godere;
Io non sono i cinque soffi vitali, prana ecc., che comprendono le cinque rispettive funzioni dell’inspirare ecc.;
Io non sono neanche la mente che pensa;
Così come non sono il ricordo, che riguarda solo le impressioni residue degli oggetti e nel quale non vi sono né oggetti né funzioni.
Chi sono io? – I
•Ottobre 27, 2007 • 3 CommentiCosì come tutti gli esseri viventi desiderano essere sempre felici, senza dolori, così avviene per chiunque osservi il supremo amore per il Sè, e poichè solo la felicità è la causa dell’amore, per ottenere questa felicità, che è la propria natura, e che si sperimenta nello stato di risveglio profondo, dove non c’è la mente, bisogna conoscere se stessi. Per fare questo – il cammino della Coscienza – il mezzo principale è il chiedersi “Chi sono Io?“.
Visioni III – Vortici d’amore
•Ottobre 27, 2007 • Lascia un Commento
Travellin with Mr. G in Istanbul

